Il giorno 7 e 8 ottobre 2026, a Bologna, abbiamo partecipato a Forum Facility 2026, evento organizzato da ISSA PULIRE Network S.r.l., un “punto d’incontro per tutti gli attori che contribuiscono a progettare, costruire, gestire e innovare gli spazi del futuro”.
Un format capace di selezionare e presentare progetti davvero innovativi nel settore del Facility Management, ma capace anche di intavolare discussioni interessanti e approfondite sul radicale cambiamento del mondo del lavoro e delle imprese causato dall’avvento dell’intelligenza artificiale.
A queste sessioni di approfondimento sulle innovazioni tecniche e sulla cultura d’impresa si sono affiancate lectio magistralis di stampo profondamente umanistico, come quelle dello psicanalista Massimo Recalcati e del Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Un mix sulla carta ambizioso, nei fatti molto efficace.

Il progresso corre. E la direzione chi la decide?
Il concetto che ci portiamo a casa da questo evento è semplice da enunciare: l’innovazione tecnologica procede a una velocità tale che è fondamentale una conoscenza umanistica, una capacità di riflessione profonda e trasversale che consenta all’essere umano di guidarla saggiamente.
Automazione, intelligenza artificiale, robotica e digitalizzazione dei processi sono leve potentissime. Ma restano strumenti, e uno strumento rende il massimo solo se chi lo impugna sa perché lo sta usando. Le discipline umanistiche forniscono esattamente questo: la capacità di porsi le domande giuste prima di cercare le risposte veloci; la capacità di leggere i contesti, di tenere insieme efficienza e senso.
In altre parole: la tecnologia ci dice cosa possiamo fare, l’approccio umanistico ci aiuta a decidere cosa è giusto, utile e sostenibile fare. Un allineamento tra le due cose, per usare un termine caro al nostro mondo, è un vero asset strategico. E abbiamo trovato molta della nostra #IntelligenzaNellaPulizia in questo.
Le persone devono restare al centro
Un altro tema che è stato trattato, che a noi è molto caro ed è radicato nella nostra concezione di #IntelligenzaNellaPulizia, è quello della centralità della persona. Ambienti, tecnologie, macchine, contratti, posti di lavoro devono tenere conto di questa verità fondamentale: la società è composta da umani, e la tecnologia deve poter contribuire a creare un mondo migliore dove poter vivere e prosperare.
Per chi, come noi, lavora ogni giorno accanto a operatori, facility manager e responsabili di stabilimento, è una conferma preziosa. Una macchina per la pulizia, per quanto evoluta, ha senso se migliora il lavoro di chi la utilizza, risolvendo problemi concreti: più sicurezza, meno fatica, tempi più sostenibili, risultati più affidabili. Il progresso tecnico, per generare valore reale, deve partire dalle esigenze delle persone e tornare a loro.

La vera innovazione: la platea di questo dibattito
Riflettere sul rapporto tra uomo e tecnologia non è certo una novità: la vera ricchezza, oltre l’indiscusso valore di ciascun intervento, è dove è avvenuta questa riflessione.
Il pubblico del Forum è quello della cultura d’impresa, di cui anche noi facciamo parte: un mondo che spesso viene identificato, e talvolta si identifica da sé, con profitto, vendite e crescita economica. Temi che, comunque, hanno attraversato il dibattito e che restano pilastri di qualsiasi azienda ed economia che voglia durare nel tempo: nel corso di questo Forum però hanno allentato un po’ la presa, lasciando spazio per restituire al pubblico un momento di riflessione sui cambiamenti profondi che tutti, ma proprio tutti, stiamo sperimentando.
Cosa resta sul tavolo
È un approccio in cui ci riconosciamo: #IntelligenzaNellaPulizia significa saper leggere i contesti, le esigenze reali dei clienti prima di proporre qualsiasi soluzione, con la competenza che solo l’esperienza sul campo può dare.
Ringraziamo gli organizzatori e tutti i relatori per gli spunti. Torniamo al lavoro arricchiti di stimoli e spunti nuovi, tutti da esplorare.








