Le foglie non hanno ancora finito di cadere e l’influenza ha già bussato alla porta. La stagione 2026-2027 è partita con circa un mese di anticipo in diversi Paesi dell’emisfero nord: Regno Unito, costa ovest degli Stati Uniti e Giappone registrano casi insolitamente alti per il periodo. In Giappone alcuni focolai tra agosto e settembre hanno portato perfino alla chiusura di scuole.
E in Italia? Il virologo Fabrizio Pregliasco stima almeno 12-14 milioni di casi tra influenza e altri virus respiratori (Covid, virus respiratorio sinciziale, rhinovirus). Un numero inferiore rispetto alla scorsa stagione, che ha superato i 15 milioni, ma tutt’altro che trascurabile. Fonte
Cosa sappiamo dei virus in circolazione
Per ora il protagonista è l’H1N1: a fine settembre, negli Stati Uniti, circa il 96% dei campioni positivi apparteneva a questo sottotipo, contro il 4% di H3N2. Lo scorso anno era accaduto l’esatto contrario, con la cosiddetta “variante K” dell’H3N2 a guidare una stagione pesante.
A far discutere i ricercatori è la mutazione G155E, osservata nell’H1N1. Un primo studio, non ancora sottoposto a revisione scientifica, suggerisce che i ceppi che la portano siano più difficili da riconoscere per gli anticorpi che già possediamo, soprattutto nei più giovani. Nessun allarmismo: gli esperti ricordano che è presto per trarre conclusioni e che il vaccino protegge comunque, in particolare dalle forme gravi.
Un avvio anticipato non significa per forza una stagione più intensa, ma è un ottimo motivo per non rimandare la prevenzione. Fonte
Come comportarsi quindi per limitare i contagi? Basta coprirsi per evitare di ammalarsi?
“Copriti che fa freddo!” dicono le mamme, ma sarebbe più corretto sostituire il verbo con “Sanifica” perché non è il freddo la causa dell’influenza, ma un virus che circola a prescindere dalle temperature rigide.
Malgrado, infatti, ci sia una stagionalità nella diffusione dei virus influenzali e para influenzali, non esiste una vera correlazione tra freddo e rischio di malattia, ma semplicemente il freddo induce le persone a stare maggiormente al chiuso, magari in ambienti poco areati, secchi e affollati, situazione ideale per la diffusione del contagio.
Vaccini, mascherine, sanificazione e buon senso sono la soluzione
Le raccomandazioni dell’Iss ribadiscono l’importanza della vaccinazione, specialmente per i soggetti fragili, e vertono su “una sana prudenza nei comportamenti” anche nell’autocura, evitando di assumere antibiotici “se non su indicazione del proprio medico”.
A questo noi aggiungiamo di evitare di andare a scuola o al lavoro, se ammalati, o quanto meno di usare la mascherina, per contenere la trasmissione dei virus, e di aumentare la frequenza di sanificazione delle superfici.

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La sanificazione è più efficace del cappotto!
I virus influenzali e da raffreddamento si diffondono tramite le goccioline che una persona emette parlando, starnutendo o tossendo.
Le persone entro i 2 metri di distanza possono essere colpite, rischiando un contagio diretto, ma anche le superfici sono veicoli indiretti del virus.
Ed ecco perché la sanificazione è più efficace del coprirsi!
Per prevenire i contagi infatti la pulizia e la sanificazione degli spazi chiusi è determinante, anche perché purtroppo il mito del “sempre presente, anche quando sto male” aumenta esponenzialmente le possibilità di ammalarsi.
Quali sono i luoghi più rischiosi per prendersi l’influenza o il raffreddore?
Uffici, aule scolastiche, palestre, mezzi pubblici, ristoranti e cinema!
E come fare a distribuire il disinfettante in modo veloce ed efficace su superfici solide e imbottite contemporaneamente?
Con l’atomizzatore elettrostatico Victory puoi garantire una corretta e regolare disinfezione degli spazi, perché ci vogliono pochi minuti per l’erogazione e il tempo di azione del disinfettante per eliminare gli agenti contaminanti da tutte le superfici, ripristinando un ambiente sano.
Alcuni esempi?
Tra uno spettacolo e l’altro al cinema, nell’intervallo a scuola, durante la pausa pranzo in ufficio, tra un paziente e l’altro in uno studio medico.
Una squadra di macchine per un ambiente davvero sano
Come distribuire il disinfettante in modo rapido ed efficace su superfici solide e imbottite insieme? Con l’atomizzatore elettrostatico Victory: pochi minuti per l’erogazione e il tempo di azione del disinfettante, per ripristinare un ambiente sano tra uno spettacolo e l’altro, nell’intervallo a scuola, durante la pausa pranzo o tra un paziente e l’altro.
La sanificazione, però, funziona al meglio quando si inserisce in un protocollo di pulizia completo. Ecco gli altri alleati:
- Lavasciuga: i pavimenti sono una superficie trascurata ma molto frequentata. Lavare e asciugare in un solo passaggio significa rimuovere lo sporco e le contaminazioni, lasciando il fondo subito calpestabile.
- Generatori di vapore: pulizia e igienizzazione di superfici, arredi e dettagli difficili da raggiungere, con il solo calore e un impiego ridotto di prodotti chimici.
- Aspiratori professionali: polvere, particolato e residui si accumulano su moquette, tessuti e imbottiti. Aspirarli con regolarità aiuta a mantenere l’aria e gli ambienti più salubri.
- Robot per la pulizia: garantiscono costanza anche quando il personale è ridotto, ad esempio per assenze legate proprio all’influenza. Un bel paradosso evitato.








